Linee di intervento istituzionali per la tutela della salute psicosociale nell’era digitale e delle IA

La tutela della salute psicosociale nell’era delle tecnologie digitali e delle Intelligenze Artificiali non può essere delegata al singolo individuo o famiglia, ma richiede una responsabilità condivisa tra progettisti, istituzioni, sistemi educativi e comunità professionali per sviluppare tecnologie più a misura d’essere umano.

Alla luce sia delle crescenti evidenze scientifiche sugli effetti nocivi dell’iperconnessione, della sovraesposizione online, del design algoritmico e di interfacce digitali sia della rapida evoluzione delle normative internazionali in materia di tutela digitale e algoritmica – tra cui il Digital Services Act, l’AI Act e il Digital Fairness Act dell’Unione Europea, l’Online Safety Act britannico, il Kids Online Safety Act statunitense, il Protection of Minors in Cyberspace cinese e l’Online Safety Amendment Act australiano –, si propongono alle Istituzioni (istruzione, sanità, lavoro, giustizia) le seguenti linee di azione:

1️⃣ Introdurre una maggiore età digitale per i servizi ad alto rischio e promuovere telefonini essenziali per i minorenni.

Così come esistono età minime per guidare un’automobile, consumare alcolici o accedere al gioco d’azzardo, anche i servizi digitali progettati per massimizzare coinvolgimento e permanenza dovrebbero prevedere soglie minime di accesso. Il limite dei 16 anni rappresenta un importante punto di partenza, ma l’obiettivo dovrebbe essere una più ampia neuroprotezione dell’età evolutiva, soprattutto rispetto ai servizi digitali ad alto rischio. Parallelamente, promuovere per gli adolescenti l’adozione di telefonini essenziali, privi di accesso libero a Internet, garantendo al contempo le funzioni di comunicazione essenziali.


2️⃣ Istituire un’educazione multidisciplinare obbligatoria al digitale e alle Intelligenze Artificiali nelle scuole.

Integrare stabilmente nei programmi scolastici una formazione progressiva tecnica, psicologica, giuridica, economica ed etica sulle tecnologie digitali e sulle Intelligenze Artificiali, affrontandone opportunità, rischi e impatti sullo sviluppo neurologico, cognitivo, emotivo, relazionale e sociale. Il percorso dovrebbe prevedere obiettivi differenziati per età, attività pratiche e una verifica finale delle competenze, fino al conseguimento di una patente digitale che prepari gli studenti a un utilizzo più consapevole, critico e responsabile delle tecnologie e, per i minorenni, preceda l’accesso autonomo ai servizi digitali ad alto rischio previsto dalla maggiore età digitale.


3️⃣ Rendere effettivo il diritto alla disconnessione per i lavoratori e proteggere i tempi di vita familiare.

Tradurre il diritto alla disconnessione in misure concrete e verificabili nelle aziende e nelle organizzazioni: fasce orarie senza comunicazioni non urgenti, limiti a email e messaggistica professionale fuori dall’orario di lavoro, tutela da aspettative implicite di connessione continua. L’obiettivo è ridurre l’invasione digitale degli spazi privati, proteggere i tempi di presenza educativa e riposo e migliorare la qualità delle relazioni familiari.


4️⃣ Rendere obbligatoria nelle aziende la formazione sul tecnostress e sull’uso responsabile del digitale e delle Intelligenze Artificiali.

Introdurre percorsi periodici e concreti sui rischi sanitari, psicologici, organizzativi, giuridici ed etici connessi all’iperconnessione, alla disponibilità continua, al sovraccarico informativo e all’uso improprio delle Intelligenze Artificiali. La formazione dovrebbe tradursi in protocolli aziendali verificabili su reperibilità, comunicazioni fuori orario, carichi digitali, protezione dei dati, utilizzo degli strumenti di IA e prevenzione del tecnostress, tutelando insieme salute dei lavoratori, qualità del lavoro e benessere familiare.


5️⃣ Rafforzare prevenzione e cura delle dipendenze digitali e rendere obbligatoria la formazione sanitaria su digitale e Intelligenza Artificiale.

Definire quadri condivisi per la prevenzione, l’individuazione precoce, la valutazione diagnostica e l’intervento sulle nuove forme di dipendenza e uso problematico del digitale, includendo social media, gaming online con lootbox, gambling app, piattaforme pornografiche, chatbot e altri ambienti digitali caratterizzati da dinamiche e contenuti ad alto rischio. Parallelamente, introdurre una formazione obbligatoria e periodica per i professionisti sanitari sull’impiego clinico di strumenti digitali e sistemi di Intelligenza Artificiale, con competenze specifiche su appropriatezza, limiti, rischi, protezione dei dati, supervisione professionale e responsabilità.


6️⃣ Rendere vincolante per le Big Tech la progettazione “Mental Health-by-Design” e la prevenzione dei danni digitali.

Introdurre per via normativa obblighi di valutazione preventiva, riduzione e monitoraggio dei rischi psicologici, emotivi, cognitivi e relazionali generati da algoritmi, interfacce e modelli di business digitali, con particolare attenzione ai minorenni e alle persone vulnerabili. Le piattaforme digitali dovrebbero dimostrare di aver evitato dark pattern, meccaniche persuasive, sistemi di raccomandazione e funzionalità progettate per massimizzare il coinvolgimento quando associate a rischi prevedibili per la salute e il benessere. Prevedere inoltre per le Big Tech responsabilità giuridiche, obblighi di trasparenza, verifiche indipendenti e sanzioni proporzionate alla gravità dei danni prodotti.


7️⃣ Vietare la pubblicazione e la condivisione online di immagini e contenuti identificativi dei minorenni.

Introdurre tutele più stringenti contro lo sharenting e la diffusione sui social network di fotografie, video e informazioni personali di bambini e adolescenti, riconoscendo il loro diritto alla privacy, all’identità digitale e a non ereditare un’esposizione online costruita dagli adulti prima di poter esprimere un consenso realmente consapevole. Prevedere regole specifiche per i baby influencer, la monetizzazione dell’immagine dei minorenni da parte di genitori, influencer e creator e la prevenzione dei rischi connessi all’esposizione pubblica di dati, abitudini, luoghi frequentati e informazioni personali, anche per contrastare grooming, sfruttamento e altre forme di abuso online.


8️⃣ Istituire una Carta per i Diritti del Minorenne (non) Digitale per proteggere il neurosviluppo.
Definire una cornice condivisa di diritti, principi e responsabilità, ispirata al principio di precauzione, che riconosca ai minorenni non solo tutele nell’accesso e nell’uso delle tecnologie, ma anche il diritto a crescere senza un’esposizione digitale precoce, pervasiva e non necessaria. La Carta dovrebbe proteggere concretamente il sonno, l’attenzione, il gioco libero, la noia, il movimento, le relazioni in presenza, la privacy e i tempi dello sviluppo, tutelando i minorenni dalla profilazione, dal design persuasivo e da altre pratiche capaci di interferire con le fasi evolutive che, una volta compromesse, potrebbero non essere pienamente recuperabili in età adulta.


9️⃣ Istituire un Garante per l’Educazione, il Benessere e la Protezione Digitale con poteri effettivi di vigilanza e intervento.

Creare una nuova Autorità indipendente specializzata nella tutela delle persone – con particolare attenzione ai minorenni – rispetto ai rischi connessi a piattaforme digitali, sistemi algoritmici e Intelligenze Artificiali. Questo Garante dovrebbe disporre di poteri concreti di indagine, verifica, intervento urgente e sanzione, vigilando su design persuasivo, dark pattern, profilazione, sistemi di raccomandazione, accesso dei minorenni ai servizi ad alto rischio e altre pratiche potenzialmente lesive dello sviluppo e della salute psicosociale. Dovrebbe inoltre operare in raccordo con le altre Autorità competenti, preservandone le rispettive attribuzioni.


🔟 Creare una rete territoriale di spazi di crescita, socialità e sperimentazione digital-free per giovani e famiglie.

Potenziare centri di aggregazione giovanile e ampliare l’apertura di scuole, biblioteche e altri spazi pubblici, rendendoli accessibili anche oltre l’orario ordinario come luoghi sicuri di incontro, relazione, esplorazione e partecipazione. Promuovere attività gratuite o accessibili di tipo artistico, culturale, sportivo, ludico e laboratoriale, capaci di offrire alternative concrete all’intrattenimento digitale e di favorire autonomia, creatività, appartenenza e relazioni in presenza. Parallelamente, sostenere programmi territoriali continuativi di educazione e accompagnamento alla genitorialità, aiutando le famiglie a gestire l’accesso alle tecnologie, definire regole condivise e costruire nuove alleanze educative tra genitori, scuola e comunità.

Non tutte le innovazioni tecnologiche sono automaticamente legittime: quando i costi fisici, psicologici e sociali superano i benefici, è dovere delle Istituzioni e delle comunità professionali porre limiti, regole e criteri di progettazione orientati alla salute pubblica e al benessere collettivo.