Linee di intervento istituzionali per la tutela della salute psicosociale nell’era digitale
La tutela della salute psicosociale nell’era delle tecnologie digitali e algoritmiche non può essere delegata al singolo individuo o famiglia, ma richiede una responsabilità condivisa tra progettisti, istituzioni, sistemi educativi e comunità professionali per sviluppare tecnologie migliori.
Alla luce sia delle crescenti evidenze scientifiche sugli effetti nocivi dell’iperconnessione, della sovraesposizione online, del design di algoritmi e interfacce digitali sia della rapida evoluzione delle normative internazionali in materia di tutela digitale e algoritmica – tra cui il Digital Services Act, l’AI Act e il Digital Fairness Act dell’Unione Europea, l’Online Safety Act britannico, il Kids Online Safety Act statunitense, il Protection of Minors in Cyberspace cinese e l’Online Safety Amendment Act australiano –, si propongono alle Istituzioni (istruzione, sanità, lavoro, giustizia) le seguenti linee di azione:
1️⃣ Integrare nei programmi scolastici l’educazione tecnica, psicologica, giuridica ed etica al digitale e alle Intelligenze Artificiali, con formazione strutturata sulle opportunità e sugli impatti sullo sviluppo cognitivo, emotivo, relazionale e sociale, finalizzata al conseguimento di una patente digitale, che consentirà di utilizzarle più consapevolmente una volta conseguita la maggiore età.
2️⃣ Tutelare l’equilibrio vita-lavoro delle famiglie, attraverso misure volte a limitare l’invasione digitale di spazi e tempi della vita privata, promuovendo il diritto alla disconnessione, la qualità delle relazioni familiari e la protezione dei tempi di cura, riposo e presenza educativa.
3️⃣ Rafforzare la formazione aziendale sul tecnostress e sui rischi sanitari, giuridici ed etici connessi all’abuso del digitale, anche come strumento di protezione del lavoro, della salute e del benessere familiare.
4️⃣ Consolidare i quadri preventivi, diagnostici e di intervento relativi alle dipendenze digitali e introdurre una formazione obbligatoria per i professionisti sanitari sull’uso clinico degli strumenti digitali e di Intelligenza Artificiale, promuovendone processi strutturati di validazione, certificazione e impiego sicuro ed efficace (es. Digital Therapeutics).
5️⃣ Stabilire per via normativa principi vincolanti di “health-by-design” e di non nocività di algoritmi, interfacce e modelli di business digitali, rafforzando la responsabilità sociale e giuridica dei colossi tecnologici.
6️⃣ Promuovere in età evolutiva l’adozione di dispositivi di comunicazione essenziale per i minorenni (“lightphone”), privi di accesso a social network, chatbot, pornografia, gaming online con lootbox e casinò digitali.
7️⃣ Sviluppare una Carta per i Diritti del Bambino (non) Digitale, come proposta condivisa di principi e responsabilità, ispirata al principio di precauzione e finalizzata a proteggere le fasi dello sviluppo non recuperabili in età adulta.
8️⃣ Istituire una Agenzia Nazionale per la tutela dell’Età Evolutiva, con funzioni di indirizzo, coordinamento e monitoraggio delle politiche rivolte all’infanzia e all’adolescenza, operante in raccordo con i Garanti competenti (infanzia e adolescenza, privacy, comunicazioni, educazione e protezione digitale).
9️⃣ Creare una nuova entità istituzionale di garanzia dedicata – il Garante per l’Educazione e la Protezione Digitale – con funzioni di indirizzo, coordinamento, vigilanza e intervento, dotata di adeguati poteri regolatori e sanzionatori, con particolare riferimento alle piattaforme digitali e ai sistemi algoritmici, operando in raccordo con le altre Autorità competenti.
1️⃣0️⃣ Promuovere ambienti di crescita digital-free come i centri di aggregazione giovanile, mantenendo scuole e biblioteche sempre aperte e accessibili ai giovani, come spazi sicuri di incontro, esplorazione e partecipazione con esperienze eterogenee di tipo artistico, culturale, sportivo e ludico, e sostenere programmi di educazione e accompagnamento alla genitorialità e alle famiglie.
Non tutte le innovazioni tecnologiche sono automaticamente legittime: quando i costi psicologici e sociali superano i benefici, è dovere delle Istituzioni e dei sistemi professionali porre limiti, regole e criteri di progettazione orientati alla salute pubblica e al benessere collettivo.